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	<title>Mediterranei &#187; Blogosfera</title>
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		<title>Re, figuranti e coltivatori di notizie</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 09:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca valente</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
			
				
			
		
Se qualcuno avesse mai osato pensare che la scrittura potesse essere riconducibile, anche solo lontanamente, alla capacità di riempire spazi bianchi, non avremmo potuto far altro che etichettarlo come provocatore, se non come un pazzo. Un tempo, forse.
Le cose, invece, non sono così diverse da quanto prospetta questo simpatico buontempone. La scrittura è una marionetta in balia del passaparola.
Anche su questo blog, come altrove, d&#8217;altronde, abbiamo affrontato la questione annosa della qualità dei contenuti. Un argomento trito e ritrito al punto tale che l&#8217;espressione pare abbia smarrito il suo potere ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-right: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Se qualcuno avesse mai osato pensare che la scrittura potesse essere riconducibile, anche solo lontanamente, alla capacità di riempire spazi bianchi, non avremmo potuto far altro che etichettarlo come provocatore, se non come un pazzo. Un tempo, forse.</p>
<p>Le cose, invece, non sono così diverse da quanto prospetta questo simpatico buontempone. La scrittura è una <strong>marionetta</strong> in balia del passaparola.</p>
<p>Anche su questo blog, come altrove, d&#8217;altronde, abbiamo affrontato la questione annosa della <strong>qualità dei contenuti</strong>. Un argomento trito e ritrito al punto tale che l&#8217;espressione pare abbia smarrito il suo potere magico. A meno che non si decida di analizzarla da un punto di vista meno assoluto, come parte di un sistema più grande.</p>
<p><a href="http://outspokenmedia.com/online-marketing/self-promotion-is-king/" target="_blank">Content is not the king</a>. La capacità di raccontare una <a href="http://francescogavello.it/arte-di-raccontare-una-buona-storia" target="_blank">buona storia</a> resta ancora un&#8217;opportunità valida per chi decida di intraprendere la strada del blogging?  Ahimè non è l&#8217;unica, tantomeno quella fondamentale.</p>
<p>Esistono <em>qualità</em> alle quali è impossibile rinunciare. L&#8217;<a href="http://outspokenmedia.com/online-marketing/self-promotion-is-king/" target="_blank">autopromozione</a> innanzitutto, così come la capacità di sapersi proporre senza indugi.</p>
<p>Nel momento in cui strumenti come Twitter o Facebook vengono utilizzati come canali commerciali, infatti, diventa inevitabile pensare al lettore come ad uno snodo, un potenziale &#8220;influencer&#8221; in grado di generare traffico. Al punto che la possibilità di entusiasmare attraverso il semplice rincorrersi delle parole non assume più il valore di un tempo. Ma viene sostituita dalla <strong>rassicurazione della presenza</strong>.</p>
<p>I segnali di questa degradazione sono molteplici, sia per i blog personali che per quelli più o meno <a href="http://wol.ly/2010/02/18/disinformazione-in-rete-il-caso-blogo-it/" target="_blank">professionali</a>. La riduzione della complessità testuale si rispecchia nella necessità di sgranocchiare i contenuti in mobilità. Oppure nella tendenza tipica delle content farms o di alcune aziende di nanopublishing di occupare lo spazio nei motori di ricerca attraverso produzioni di massa. Meglio se in real time. La quantità a discapito della qualità come modello editoriale.</p>
<p>Cerco di convincermi, comunque, che la verità, come spesso succede, sia nel mezzo. Le smentite esistono. La speranza, a parte i casi internazionali di successo, dimora in quei blog nostrani in grado di fornire ancora esperienze di lettura educative e di qualità. Eccone 5 che vi consiglio: <a href="http://www.andreabeggi.net/" target="_blank">Andrea Beggi</a>, <a href="http://www.mantellini.it/" target="_blank">Manteblog</a>, <a href="http://www.pandemia.info/" target="_blank">Pandemia</a>, <a href="http://www.minimarketing.it/" target="_blank">Minimarketing</a>, <a href="http://www.4everyoung.it/" target="_blank">4everyoung</a>.</p>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 619px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">http://www.mantellini.it/</div>
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		<title>Fate piano. Qualcuno vuole ancora ascoltare</title>
		<link>http://www.mediterranei.info/troppo-rumore-in-rete-il-blog-e-costretto-ad-urlare/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 08:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca valente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Giornalismo e Web]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>

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Non è un bel periodo, lo ammetto, e come spesso accade a molti, anche da queste parti l&#8217;entusiasmo iniziale si trasforma in disillusione &#8220;e lascia, rifluendo, sul mio labbro corrucciato, il ricordo cocente del suo fango amaro&#8221;. Baudelaire si sarebbe pronunciato in questo modo.
Un post è un sasso lanciato nella folla. Una testimonianza affidata alla rete nella speranza che possa germogliare. Il timore che possa restare inascoltata però, oggi, come non mai, è enorme.
Perché? Blogging e aggiornamento di stato, per quanto ne dicano puristi ed early adopters, viaggiano a braccetto. ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-right: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Non è un bel periodo, lo ammetto, e come spesso accade a molti, anche da queste parti l&#8217;entusiasmo iniziale si trasforma in disillusione<span style="font-family: Times New Roman;"> &#8220;e lascia, rifluendo, sul mio labbro corrucciato, il ricordo cocente del suo fango amaro&#8221;. Baudelaire si sarebbe pronunciato in questo modo.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;">Un post è un sasso lanciato nella folla. Una testimonianza affidata alla rete nella speranza che possa germogliare. Il timore che possa restare inascoltata però, oggi, come non mai, è enorme.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;">Perché? Blogging e aggiornamento di stato, per quanto ne dicano puristi ed early adopters, viaggiano a braccetto. Ma non solo. Il rumore, i numeri, il traffico diventano fattori di contaminazione tali per cui, un fenomeno come quello delle <a href="http://nbtimes.it/attualita/comunicazione/4420/le-content-farms-minano-la-qualita-dellinformazione.html" target="_blank">content farms</a>, rischia di trasformare l&#8217;arte del blog in qualcosa di <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2010/01/sul-declino-dei-contenuti-del-web.html" target="_blank">artificiale</a>. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;">Nel rumore generato è inevitabile che molte voci, anche valide, vengano ignorate. La possibilità di emergere viene quasi azzerata. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;">Se c&#8217;è troppo rumore è perché in questa stanza si contano troppe teste. O forse perché troppe voci cercano di superarsi l&#8217;un l&#8217;altra. La virilità è la leva sulla quale giocare il proprio successo. Presenza, esuberanza fisica, esagerazione si traducono in un&#8217;incontinenza emotiva della quale non abbiamo bisogno. E probabilmente di cui non hai bisogno neanche tu.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;">Fermati un attimo, interrompi il flusso autoreferenziale. Non avverti già la necessità di ascoltare. Riflettere. Elaborare. Beh, se non è così, torna anche alla tua giostra. Hai tutta la mia compassione.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman;"><br />
</span></p>
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		<title>Blogging: postare ha ancora un senso</title>
		<link>http://www.mediterranei.info/blogging-postare-ha-ancora-un-senso/</link>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 07:00:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca valente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
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Più di un anno fa la blogosfera si interrogava sull&#8217;attualità del blogging, sulla sua effettiva capacità di veicolare l&#8217;informazione e di creare buzz. L&#8217;emergere del social network come forma d&#8217;espressione personale ne aveva in parte oscurato il ruolo primario nel web.
Ora una ricerca di PostRank dimostra come il blogging abbia ancora un ruolo fondamentale nella determinazione delle conversazioni online. Quello che è cambiato negli ultimi 3 anni è il modo in cui i contenuti vengono diffusi e condivisi in rete.
Social network come Facebook o Twitter hanno paradossalmente aumentato la durata ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-right: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Più di un anno fa la blogosfera <a href="http://www.mediterranei.info/blog-roba-superata-stacca-la-spina/" target="_blank">si interrogava</a> sull&#8217;attualità del blogging, sulla sua effettiva capacità di veicolare l&#8217;informazione e di creare buzz. L&#8217;emergere del social network come forma d&#8217;espressione personale ne aveva in parte oscurato il ruolo primario nel web.</p>
<p>Ora una ricerca di <a href="http://blog.postrank.com/2009/11/measuring-engagement-of-the-social-web-2007-2009/" target="_blank">PostRank</a> dimostra come il blogging abbia ancora un ruolo fondamentale nella determinazione delle conversazioni online. Quello che è cambiato negli ultimi 3 anni è il modo in cui i contenuti vengono diffusi e condivisi in rete.</p>
<p>Social network come Facebook o Twitter hanno paradossalmente aumentato la durata dei contenuti facilitandone la condivisione ma riducendone l&#8217;engagement on-site. Meno commenti, maggiore condivisione fuori dal contenitore classico del blog.</p>
<p><strong>Un po&#8217; di numeri. </strong>L<a href="http://marketingusabile.blogspot.com/2008/06/ancora-sullengagement.html" target="_blank">&#8216;engagement</a> dei lettori si basa per il 29% sulla condivisione di link nei social network, per il 29% avviene attraverso il bookmarking o siti come Delicious Reddit o Digg mentre i trackbacks scendono dal 19% al 3% rispetto al 2007.</p>
<p><strong>Cosa significa tutto ciò?</strong> Le conversazioni nascono su blog o siti di informazione ma si sviluppano inevitabilmente nei luoghi in cui si ritrovano le persone. Aumenta la vita dei contenuti dato che cambiano le modalità e la tempistica con cui persone e comunità ne vengono a contatto. I numeri dimostrano come i media sociali favoriscano la scoperta delle informazioni. Rispetto al 2007, in cui l&#8217;engagment avveniva nel primo giorno, se non nella prima ora dopo la pubblicazione, il 36% avviene anche dopo più di un giorno.</p>
<p>Quindi mettetevi comodi ed attendete che i numeri vi diano conferma prima di valutare il successo o meno di quello che avete prodotto. Nel frattempo impegnatevi a dimostrarvi socievoli. Non tutto il <a href="http://francescogavello.it/se-non-pensi-in-real-time-allora-sei-gia-morto-parte-1" target="_blank">real-time-web</a> viene per nuocere.</p>
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		<title>Facebook, Twitter, Friendfeed. &#8220;Social network, quanto mi servi?&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 25 Apr 2009 12:34:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca valente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
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In questa giornata di festa un post leggero che avevo in mente da un po&#8217; di tempo e che ho sempre procrastinato per cercare nuovi spunti e considerazioni più dettagliate.
Quanto sono utili i social network?
L&#8217;associazione con il 25 aprile non mi sembra poi così azzardata dato che considero la rete come uno strumento di &#8220;liberazione&#8221; ed ho sempre creduto nell&#8217;equazione
informazione : (sta a) cultura = (come) autonomia : (sta a) libertà.
Spirito critico e capacità d&#8217;analisi sono il frutto di una formazione attiva e libera da condizionamenti esterni. Vi chiederete: cosa ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-right: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>In questa giornata di festa un post leggero che avevo in mente da un po&#8217; di tempo e che ho sempre procrastinato per cercare nuovi spunti e considerazioni più dettagliate.</p>
<p><strong>Quanto sono utili i social network?</strong></p>
<p>L&#8217;associazione con il 25 aprile non mi sembra poi così azzardata dato che considero la rete come uno strumento di &#8220;liberazione&#8221; ed ho sempre creduto nell&#8217;equazione</p>
<p><strong>informazione : (sta a) cultura = (come) autonomia : (sta a) libertà</strong>.</p>
<p>Spirito critico e capacità d&#8217;analisi sono il frutto di una formazione attiva e libera da condizionamenti esterni. Vi chiederete: cosa c&#8217;entra questo con i social network? Beh, c&#8217;entra e come.</p>
<p>Facebook, Twitter o Friendfeed (per citare i più gettonati) hanno aumentato la <em>frequenza</em> d&#8217;interazione tra le persone e con questo<em> l&#8217;ampiezza</em> di esposizione alle notizie.</p>
<p><strong>Ogni scelta è un filtro.</strong></p>
<p>Nella realtà ognuno opera attraverso dei filtri, dagli amici, allo sport praticato, al modo di parlare in base ai contesti, per avere maggior controllo su se stesso e sugli altri. Allo stesso modo i social network forniscono la possibilità di filtrare il maremagnum di informazione presente sul web attraverso i nodi che scegliamo di seguire.</p>
<p>Ovviamente, come diranno i meno integrati, le conversazioni rischiano spesso di scadere nella banalità o nel chiacchiericcio infantile. Sempre che non sia predominante, però, il rumore è una variante necessaria della conversazione. Sta a noi scegliere quale importanza dargli.</p>
<p><strong>Ve lo dimostro.</strong></p>
<p>L&#8217;utilità dei social network dipende anche, e soprattutto, dalle finalità per cui li utilizziamo. Se vi servono per rimorchiare potete anche interrompere la lettura (ma, se fosse così, mi meraviglio e mi complimento che siate potuti arrivare fino a questo punto). In caso contrario la praticità dei social network si risolve in una miriade di servizi in grado di soddisfare i più esigenti. Basta saper scegliere i propri nodi (<em>infomediari</em>).</p>
<p>Ad esempio potrete indagare le nuove frontiere della tecnologia seguendo gli aggiornamenti di <a href="http://pandemia.info/" target="_blank">Pandemia</a> o, nel caso vi servano informazioni e indiscrezioni su aerei, treni e viaggi abbonarvi ai tweet di <a href="http://twitter.com/pandemia" target="_blank">@pandemia</a> / <a href="http://twitter.com/lucaconti" target="_blank">@lucaconti</a> (vi assicuro un aumento nella produzione di bile). Passando per Friendfeed troverete interessanti le frustrazioni da disoccupazione (comuni) di <a href="http://friendfeed.com/stefigno" target="_blank">@stefigno</a> (a cui va la mia comprensione), le novità sul mondo dell&#8217;ebook di <a href="http://friendfeed.com/tombolini" target="_blank">@tombolini</a>, gli aggiornamenti sul web marketing di <a href="http://webgarden.bloglist.it/" target="_blank">@mushin</a>, <a href="http://friendfeed.com/gluca?service=blog" target="_blank">@gluca[mini]marketing</a>, gli spunti sul web design di <a href="http://francescogavello.it/" target="_blank">@gavello</a>,  quanto le lungimiranti discussioni sul futuro del giornalismo di <a href="http://blog.debiase.com/" target="_blank">@lucadebiase</a>, <a href="http://mantellini.it/" target="_blank">@mantellini </a>o <a href="http://friendfeed.com/ggranieri" target="_blank">@granieri</a> e via discorrendo. E Facebook? Beh, sebbene abbia deciso di mantenere un utilizzo più &#8220;personale&#8221; e &#8220;privato&#8221;, le conversazioni costruttive non mancano.</p>
<p>Il tutto , ovviamento, condito con una buona dose di chiacchiericcio da bar. Che fa da collante e stimola la conversazione.</p>
<p>P.S.: non potevo, per questioni di tempo/spazio elencare tutti i miei contatti. Non me ne vogliate . Preparo la lista per il prossimo <a href="http://search.twitter.com/search?q=%23followfriday" target="_blank">#followfriday</a>.</p>
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		<title>Le 5 fasi della vita di un blogger</title>
		<link>http://www.mediterranei.info/le-5-fasi-della-vita-di-un-blogger/</link>
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		<pubDate>Tue, 16 Dec 2008 11:30:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca valente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>

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Ogni cosa, animata o inanimata che sia, procede lungo una linea segnata, segue un proprio processo vitale, che, inevitabilmente, per quanto uno si opponga, è destinata alla fine. La scaltrezza dei più capaci sta nel ritardarne l&#8217;arrivo o nel monetizzare al massimo il successo in previsione dei periodi di stento.
Paul Bradshaw ha una curiosa teoria che illustrerebbe il motivo per cui la gente stia abbandonando i blog. La vita di un blogger si svolge in 5 fasi: la nascita, i primi feedback, la partecipazione a più community, il successo ed ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="tweetmeme_button" style="float: right; margin-right: 10px;">
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			</a>
		</div>
<p>Ogni cosa, animata o inanimata che sia, procede lungo una linea segnata, segue un proprio processo vitale, che, inevitabilmente, per quanto uno si opponga, è destinata alla fine. La scaltrezza dei più capaci sta nel ritardarne l&#8217;arrivo o nel monetizzare al massimo il successo in previsione dei periodi di stento.</p>
<p><a class="zem_slink" title="Paul Bradshaw" rel="wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Paul_Bradshaw">Paul Bradshaw</a> ha una curiosa <a href="http://onlinejournalismblog.com/2008/12/15/i-have-a-theory-about-why-people-stop-blogging/" target="_blank">teoria</a> che illustrerebbe il motivo per cui la gente stia abbandonando i blog. La vita di un blogger si svolge in 5 fasi: la <strong>nascita</strong>, i primi <strong>feedback</strong>, la partecipazione a più <strong>community</strong>, il <strong>successo</strong> ed infine la <strong>morte</strong>.</p>
<p>A parte le simpatiche <a href="http://onlinejournalismblog.com/2008/09/26/5-stages-of-a-bloggers-life/" target="_blank">vignette</a> che illustrano la vita del blogger ci sono alcune considerazioni da fare. La tendenza al <a href="http://antoniodini.nova100.ilsole24ore.com/2008/12/il-blog-morto.html" target="_blank">ribasso</a> per la blogosfera è frutto dell&#8217;incremento dell&#8217;utilizzo dei social network che, se da un lato ha risucchiato risorse umane, dall&#8217;altro richiede una dedizione che lascia poco spazio alla classica attività del <em>postare&amp;commentare</em>.</p>
<p>Il trend positivo dei social network è destinato a rallentare in favore di una diversificazione dei suoi modi d&#8217;utilizzo. Non mi stancherò di ripetere che il <strong>contenuto è tutto</strong>, e per quanto la socializzazione costituisca l&#8217;architettura fondante della rete, necessita di argomenti per non risolversi in  vuota autoreferenzialità. Ben venga l&#8217;ammirazione per la novità e la partecipazione morbosa, ma il futuro sta nei contenuti. Ed il blog, anche se in forme diverse, magari inglobato nelle pratiche sociali, è destinato a vivere.</p>
<p><a href="http://flickr.com/photos/drbeachvacation/2874911718/" target="_blank"></a></p>
<div class="zemanta-pixie" style="margin-top: 10px; height: 15px;"><a class="zemanta-pixie-a" title="Zemified by Zemanta" href="http://reblog.zemanta.com/zemified/0193a209-9c33-47b1-a222-b59f2a34e39e/"><br />
</a></div>
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		<title>Blog, che senso hai?</title>
		<link>http://www.mediterranei.info/blog-che-senso-hai/</link>
		<comments>http://www.mediterranei.info/blog-che-senso-hai/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2008 09:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>luca valente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blogosfera]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>

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E dopo la crisi venne il silenzio ad inarcare le distanze. Ed una domanda, impellente, assillante, necessaria. Blog che senso hai? Ripetuta da chi avvertiva una minaccia (Zambardino e la blogosfera, ma non solo). Sospirata da chi a megafoni spianati, si faceva fautore di una nuova era dell&#8217;informazione.
Risultato: la crisi finanziara sta cambiando e cambierà le nostre abitudini. I media tradizionali non vanno oltre i titoli sensazionalistici e le rutilanti previsioni catastrofistiche. Una catena di trasmissione del panico che di certo non aiuta. Di contro la blogosfera tace, o come ...]]></description>
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<p>E dopo la crisi venne il silenzio ad inarcare le distanze. Ed una domanda, impellente, assillante, necessaria. <strong>Blog che senso hai? </strong>Ripetuta da chi avvertiva una minaccia (<a href="http://vittoriozambardino.repubblica.it/zetavu/2008/10/urbino-cambio-d.html">Zambardino e la blogosfera</a>, ma non solo). Sospirata da chi a megafoni spianati, si faceva fautore di una nuova era dell&#8217;informazione.</p>
<p>Risultato: la crisi finanziara sta cambiando e cambierà le nostre abitudini. I media tradizionali non vanno oltre i titoli sensazionalistici e le rutilanti previsioni catastrofistiche. Una catena di trasmissione del panico che di certo non aiuta. Di contro la blogosfera tace, o come dice <a href="http://massimorusso.blog.kataweb.it/cablogrammi/2008/10/11/wall-street-e-zambardino-la-crisi-dei-media-a-urbino/">Massimo Russo</a>, si limita ad una sterile ecolalia degli annunci dei media tradizionali. L&#8217;analisi critica, competente, lungimirante che gli addetti ai lavori (blogger) cercavano d&#8217;imporre a suon di annunci autoreferenziali, si è risolta in un vuoto di senso che lascia l&#8217;amarezza delle occasioni perdute.</p>
<p>Cosa lascia la blogosfera, ora. Narrazione, sterile cronaca dei fatti, nulla più. Ed una vena romantica, a volte addirittura lamentosa, su quello che sta accadendo. La blogosfera ha fallito. i media tradizionali, anche. Bisogna prenderne atto e ricostruire un &#8220;senso&#8221; che non ci appartiene, o che abbiamo semplicemente smarrito. Sempre che ci siano le competenze. <strong><a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2008/10/14/20/200810142001">Blogger, chi sei?</a></strong></p>
<p><a href="http://flickr.com/photos/wfryer/503600331/"></a></p>
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